BENESSERE IN ECONOMIA: la qualità della vita oltre il PIL (prodotto interno lordo)

Gli indicatori che vengono utilizzati per misurare il progresso sociale, sovente influenzano in modo determinante le scelte di politica economica e orientano significativamente i processi culturali, politici e sociali.

Disporre di indicatori adeguati allo scopo può contribuire pertanto a identificare in modo puntuale le necessità e le priorità politiche tese a migliorare i processi decisionali in una ottica virtuosa.

Da oltre cinquant’anni è in atto in ambito internazionale un dibattito sulla effettiva efficacia di determinare il benessere di un Paese attraverso il solo parametro del PIL (Prodotto Interno Lordo), tanto da considerare che gli indicatori sui quali valutare il progresso di una società non possano certo essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano anche tener conto anche degli aspetti sociali, non meramente misurabili attraverso di esso, all’interno dei quali si rilevano non di rado situazioni di diseguaglianza e di sostenibilità

A metterci in guardia dal prodotto interno lordo (PIL), che per molti continua a rappresentare il punto di riferimento per determinare il benessere di un Paese, fu proprio il suo inventore, Simon Kuznets, che già negli anni ’30 affermava che : “…il benessere di una nazione non si può desumere da una misura del reddito nazionale..”.

Esso, misurando in modo sintetico la somma dei beni e dei servizi finali prodotti da un Paese, risulta fuorviante nel caso in cui fosse da intendersi come direttamente associato al benessere sociale senza che venga invece accompagnato da altri indicatori. A titolo di esempio, il PIL non tiene in alcuna considerazione come sia distribuita la ricchezza derivata, trascura nei fatti una serie di attività che mancano di un riscontro economico (es. cura dei malati, i contesti intrafamiliari come il lavoro domestico e la cura della prole, ecc..), così come è indifferente ai danni che la produzione provoca all’ambiente (es. inquinamento dell’aria, dei fiumi, dei mari, ecc…).

Nel corso del tempo – tralasceremo quelli più obsoleti – sono stati quindi creati e prodotti una serie di altri indicatori alternativi al PIL.

Uno di questi è il PIL verde, un parametro che valuta la crescita economica di un Paese sulla base delle conseguenze ambientali. Tale parametro presenta però molte difficoltà poiché non riesce a misurare con efficacia la perdita della biodiversità o gli effetti del cambiamento di clima causati dalle emissioni dell’anidride carbonica – i report che si pubblicano, infatti, non di rado differiscono nei numeri notevolmente tra loro.

Nel 2019 la premier neozelandese Jacinda Arden ha lanciato il primo Wellbeing Budget, un documento di “bilancio per il benessere” dove al centro vi è il concetto di misurare il benessere della popolazione considerando tutti gli aspetti che lo compongono ed individuando 5 aree di intervento ove indirizzare le priorità del Paese:

  1. rafforzare la salute mentale, in particolare nei giovani;
  2. ridurre la povertà infantile;
  3. ridurre il gap delle popolazioni indigene in termini di opportunità;
  4. potenziare l’economia digitale;
  5. lavorare per un’economia a basse emissioni di CO2.

Altri sforzi in quest’ottica li stanno compiendo molti organismi nazionali ed internazionali nel trovare soluzioni che mirano non tanto solo alla mera sostituzione del PIL, bensì all’individuazione di indicatori fondamentali per un benessere equo e sostenibile.

E’ il caso del OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) con l’istituzione del WISE (Centre on Well-being, Inclusion, Sustainability and Equal Opportunity), dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) con il SDG(Sustainable Development Goals) e della Unione Europea (UE) con un approccio più pragmatico, ove la crescita economica ed il bene dei cittadini sono interdipendenti e si rafforzano reciprocamente prefiggendosi una crescita economica sostenibile di lungo termine attraverso:

  • la protezione sociale;
  • la riduzione delle disuguaglianze anche di genere;
  • una migliore flessibilità sul lavoro;
  • un miglior equilibrio tra vita privata e professionale;
  • un incremento dell’assistenza;
  • la garanzia di una assistenza sanitaria di qualità;
  • l’investimento in misure preventive;
  • un maggiore accesso all’istruzione per tutti;
  • la promozione di una istruzione anche per gli adulti mediante l’apprendimento per tutto l’arco della vita.

In ambito nazionale dal 2010 è stato avviato il progetto BES (Benessere Equo e Sostenibile), un’iniziativa congiunta del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e dell’ISTAT (Istituto nazionale di Statistica), al fine di fornire un significativo contributo in questa direzione con la realizzazione di 250 indicatori parzialmente sovrapponibili, ma certamente complementari a quelli del SDG dell’ONU.

Carlo Caloisi

 

FONTI ED APPROFONDIMENTI

  1. Il superamento del Pil: https://online.scuola.zanichelli.it/mondoeconomia-files/Approfondimenti/Mondo_economia_22049AFM_Biennio/4_1_PIL_22049.pdf ;
  2. “OLTRE IL PIL” E VERSO IL BENESSERE, PER POLITICHE PIÙ EFFICACI: https://eticaeconomia.it/oltre-il-pil-e-verso-il-benessere-per-politiche-piu-efficaci/ ;
  3. Il PIL e la misurazione del benessere (Camera dei deputati, Italia): https://temi.camera.it/leg17/post/il_pil_e_il_benessere_equo_e_sostenibile-1.html?tema=temi/benessere_equo_e_sostenibile ;
  4. Measuring Well-being and Progress: Well-being Research: https://www.oecd.org/wise/measuring-well-being-and-progress.htm ;
  5. Take Action for the Sustainable Development Goals: https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/ ;
  6. Economia del benessere – andare al di là del PIL (infografica dell’Unione Europea):https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/economy-wellbeing/ ;
  7. Relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile (Ministero dell’Economia e delle Finanze – MEF), 2022: https://www.mef.gov.it/inevidenza/2022/article_00071/Relazione-BES-2022_03_03.pdf

VIDEO

  1. Quality of life – what matters to you?: https://www.youtube.com/watch?v=yYNjXRVFnTc&list=PLRAI_WnbL7Z1XM8GQKIXgkKVBMFJuCjTA&ab_channel=OECD ;
  2. Well-being, progress, and going beyond GDP with economist Joseph Stiglitz: https://www.youtube.com/watch?v=G4d_-zaJXuA&ab_channel=OECD ;
  3. Well-being as a priority for the next EU Commission: Building a resilient European Health Union: https://www.youtube.com/watch?v=8rD6IkAUm3o&ab_channel=EuropeanHealthForumGastein

 

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