CULINARIA ED INCLUSIONE SOCIALE

Cucinare ha un grande valore di condivisione poiché è un’attività che spesso presuppone il momento successivo in cui ci si ritrova tutti insieme a dividere il cibo, gruppo di amici, conoscenti o famiglia che sia, mettendo da parte, almeno in quel momento, distrazioni e frustrazioni della vita quotidiana.

culinaria ed inclusione sociale

La gratificazione dei sensi come il piacere del gusto diventa un’occasione in più per far sì che l’umore e la predisposizione positiva d’animo dei commensali siano quanto di meglio si possa desiderare.

Molti studi hanno sancito che cucinare sta diventando un vero e proprio trattamento medico, trasformando la cucina in una sorta di palestra della mente (cooking therapy).

Infatti, attraverso di essa, riusciamo ad astrarci da quel che ci circonda, allontanando le tensioni e i pensieri negativi e concentrandoci su quello che stiamo facendo.

Anche come cuciniamo ci parla di noi, ad esempio fa emergere la creatività, la capacità di problem solving (es. trovare una soluzione quando ci si accorge che manca un ingrediente), oppure la capacità di gestire la delusione nel caso in cui la nostra “opera culinaria” non risultasse all’altezza delle aspettative.

Può inoltre dimostrare affetto ed attenzione nei confronti dei nostri cari o di chi condividerà le pietanze, ma è principalmente un modo per prenderci cura di noi stessi esprimendo il nostro umore.

Spesso cucinare una cosa o un’altra è funzione del proprio stato d’animo.

Cucinare da soli o con gli altri implica obiettivi, effetti e benefici diversi. Quando lo facciamo da soli permette di ritagliarci tempo esclusivamente per noi stessi, di organizzarci, di gestire il tempo, di prendere l’iniziativa, di decidere come comportarci attraverso un piano stabilito o di creare piatti nuovi con la conseguente gratificazione in caso di successo.

In gruppo, invece, è una esperienza condivisa, è un confronto con gli altri, una collaborazione per l’ottenimento dell’obiettivo condiviso.

Ci si divide ruoli e spazi cementando l’intesa ed ottenendo una soddisfazione che concerne il lavoro di squadra più che le singole capacità.

Alcune aziende la utilizzano come una delle loro tattiche in ottica di team building, proprio per avere la formazione di un gruppo più coeso in grado di esprimere al meglio le rispettive potenzialità.

Perciò cucinare è anche uno strumento molto importante per contrastare e curare le criticità sociali attraverso meccanismi di inclusione sociale come i progetti di integrazione, di riabilitazione e di formazione, non di rado finanziati dall’Unione Europea, mediante un processo di graduale integrazione nel quale ai partecipanti viene data la possibilità di esprimere le proprie abilità, di migliorare l’autonomia e di acquisire fiducia in se stessi.

Molteplici sono gli esempi in tal senso che caratterizzano molte realtà italiane. Di seguito alcuni esempi, suddivisi per ambito sociale:

  • Disabilità: Pizza Aut, pizzeria del milanese gestita da ragazzi autistici affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione, “Il Tortellante”, laboratorio terapeutico di Modena supportato da Massimo Bottura o il biscottificio “Frolla” di Osimo (AN) dove si vendono biscotti artigianali;

  • Criminalità: “inGalera”, il primo ristorante nato in Italia all’interno del carcere di Bollate (MI) o il birrificio artigianale “Vale la pena” per il reinserimento dei detenuti del carcere di Rebibbia di Roma;

  • Immigrazione e rifugiati politici: “Gustamundo”, ristorante etnico attivo dal 2017 in Roma, il progetto “Food for inclusion” dell’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (CN) con il supporto di UNHCR e quello “Eat&Meet” di Catanzaro;

  • Violenza di genere: “Io sono viva”, punto vendita di Milano di dolci e gelati, da un progetto della chef Viviana Varese o quello di “Cuoche combattenti” nato a Palermo allo scopo di allontanarsi da ambienti nefasti, recuperando i migliori piatti della tradizione siciliana.

Carlo Caloisi

 

FONTI

  1. Cooking therapy: https://www.cookingtherapy.it/ ;
  2. Il cibo come strumento sociale: https://food-lifestyle.it/il-cibo-come-strumento-sociale-i-progetti-italiani-dove-cucinare-e-sinonimo-di-cura/ ;

 

VIDEO

  1. Potenzialità della Cooking therapy: https://www.youtube.com/watch?v=2plUXxqJymg&ab_channel=KUM%21Festival ;
  2. “Vieni a mangiare in galera”, il primo ristorante stellato dentro un carcere: https://www.youtube.com/watch?v=lKngqgXJI5g&ab_channel=Fanpage.it

 

IMMAGINI (in ordine sequenziale)

  1. Bruno /Germany da  Pixabay
  2. Chris Gehrmann  da  Pixabay
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  4. Gerd Altmann  da Pixabay