Erasmus compie 35 anni, è un adulto in salute da cui nasce la futura società europa

E’ in questo tempo di guerra, divisioni e sofferenza di popoli e Paesi che vogliamo celebrare i 35 anni del progetto Erasmus, dal 2014 chiamato Erasmus +. Lo facciamo perché ci sembra così di poter dare un contributo alla pace, parlando di persone, specialmente giovani, che si incontrano, si mescolano, si confrontano, fondendo insieme le tradizioni e le provenienze non per dimenticarle, ma per permettere che si diano la mano, dando il via ad una società globale unita e aperta.

Quando è nato Erasmus?

Era il 15 giugno 1987 quando il Consiglio della Comunità economica europea ha istituito il programma d’azione comunitario in materia di mobilità degli studenti (EuRopean Community Action Scheme for the Mobility of University Students, appunto Erasmus) con l’obiettivo di “accrescere in modo significativo questa mobilità nella Comunità ed a promuovere una maggiore cooperazione tra le università”, si legge nel testo ufficiale della decisione in cui si definisce anche la partenza: “Il programma ERASMUS è realizzato a decorrere dal primo luglio 1987”.

Il Consiglio, allora composto di 12 Paesi membri, all’articolo due della decisione ha spiegato gli obiettivi di Erasmus. Primo, “conseguire un notevole aumento del numero di studenti delle università i quali effettuino un periodo di studi integrato in un altro Stato membro, affinché la Comunità possa disporre di un adeguato gruppo di persone aventi esperienza diretta della vita economica e sociale di altri Stati membri, ed assicurare al tempo stesso pari opportunità alle ragazze ed ai ragazzi beneficiari di tale mobilità”. Secondo, “promuovere un’ampia e intensa cooperazione tra le università di tutti gli Stati membri”. Terzo, “valorizzare tutto il potenziale intellettuale delle università della Comunità, grazie ad una maggiore mobilità del personale docente e consentire così il miglioramento della qualità dell’insegnamento e della formazione impartite da dette università, per assicurare la competitività della Comunità sul mercato mondiale”. Quarto, “rafforzare le relazioni tra i cittadini dei diversi Stati membri, per consolidare l’idea di un’Europa dei cittadini”. Quinto, “disporre di diplomati in possesso di un’esperienza diretta di cooperazione intracomunitaria e creare così una base su cui si possa sviluppare a livello comunitario un’intensa cooperazione in materia economica e sociale”. Insomma, si faceva il popolo dell’Unione europea, all’epoca ancora Comunità europea.
All’articolo 4 si definivano gli importi ritenuti necessari per la realizzazione del programma Erasmus durante il periodo dal primo luglio 1987 al 30 giugno 1990 ammontano a 85 milioni di Ecu, ovvero il padre dell’euro, si tratta dell’unità di conto europea, una moneta fittizia definita da un insieme composto da importi determinati di ciascuna valuta comunitaria, ponderati in funzione dell’importanza relativa delle economie nazionali.

Come sta Erasmus dopo 35 anni?

Erasmus è ormai adulto e nel 2014 ha cambiato nome, conquistando un ‘più’, diventando appunto Erasmus+, perché ha ampliato la portata delle sue attività, offrendo mobilità e cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport in tutto il mondo e rivolgendosi non solo agli studenti universitari ma a tutti gli studenti in generale di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Si tratta di un progetto amato e, idealmente, fondativo della società europea del domani. Basti pensare a quanti bambini e bambine sono nati e nate da coppie Erasmus! Questo programma emblematico è considerato dai cittadini europei come il terzo risultato più positivo dell’UE, subito dopo la libera circolazione e la pace. Negli ultimi 30 anni, oltre 10 milioni di persone hanno partecipato al programma in 33 paesi (UE più Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia).

Un anno fa, nel marzo 2021, in piena pandemia, la Commissione europea ha adottato il primo programma di lavoro annuale di Erasmus+ per il periodo 2021-2027. Con una dotazione di 26,2 miliardi di euro (rispetto ai 14,7 miliardi di euro del periodo 2014-2020), integrati da circa 2,2 miliardi di euro provenienti dagli strumenti esterni dell’Ue, il programma finanzierà progetti di mobilità per l’apprendimento e di cooperazione transfrontaliera per 10 milioni di cittadini europei di tutte le età e di ogni estrazione. Il programma punta a essere ancora più inclusivo e a sostenere le transizioni verde e digitale, come stabilito nello spazio europeo dell’istruzione.

Il nuovo programma Erasmus+ offre opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale in tutti gli ambiti dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. È aperto agli alunni delle scuole e agli studenti dell’istruzione superiore e dell’istruzione e formazione professionale, ai discenti adulti, ai giovani che partecipano a uno scambio, agli animatori giovanili e agli allenatori sportivi.
Oltre che nella mobilità, che assorbe il 70% del bilancio, il nuovo programma Erasmus+ investe anche in progetti di cooperazione transfrontaliera che possono coinvolgere istituti di istruzione superiore (ad esempio l’iniziativa delle università europee); scuole; istituti di istruzione e formazione degli insegnanti (ad esempio le accademie degli insegnanti Erasmus+); centri per l’apprendimento degli adulti; organizzazioni giovanili e sportive; erogatori di istruzione e formazione professionale (ad esempio centri di eccellenza professionale); altri operatori nel settore dell’apprendimento.

Le principali caratteristiche del programma Erasmus+ 2021-2027 

Tra le novità figurano gli scambi individuali e di classi per gli alunni delle scuole e la mobilità per i discenti adulti. Per le organizzazioni più piccole, come le scuole, le associazioni giovanili e i club sportivi, sarà più facile fare domanda grazie a partenariati su scala ridotta e all’uso di sovvenzioni semplificate. Il programma sarà inoltre più internazionale, per cooperare con i paesi terzi, basandosi sui successi del precedente programma, mediante scambi e progetti di cooperazione in tutto il mondo, che ora si estendono anche allo sport e ai settori dell’istruzione e formazione professionale. Erasmus+ sosterrà lo sviluppo delle competenze digitali, in linea con il piano d’azione per l’istruzione digitale. Renderà possibili scambi e formazione in ambito digitale di elevata qualità, mediante piattaforme quali eTwinning, School Education Gateway e il portale europeo per i giovani e incoraggerà i tirocini nel settore digitale. Nuovi formati, come quelli dei programmi “Blended Intensive”, consentiranno di integrare brevi soggiorni all’estero con l’apprendimento e il lavoro di squadra online. L’attuazione del programma sarà ulteriormente digitalizzata e semplificata con la piena introduzione della carta europea dello studente;

In linea con il Green Deal europeo, il programma offrirà incentivi finanziari ai partecipanti che utilizzano modi di trasporto sostenibili. Investirà inoltre in progetti di sensibilizzazione alle tematiche ambientali e agevolerà gli scambi relativi alla mitigazione della crisi climatica;

Il progetto DiscoverEU diventa ora parte integrante di Erasmus+ e offre ai giovani di 18 anni la possibilità di ottenere un biglietto ferroviario per viaggiare in tutta Europa, imparare da altre culture e incontrare altri giovani europei. Erasmus+ sosterrà inoltre opportunità di scambio e cooperazione attraverso nuove attività di partecipazione giovanile, per aiutare i giovani a imparare a partecipare alla vita democratica e a impegnarsi nella stessa, sensibilizzandoli ai valori europei condivisi e ai diritti fondamentali, e riunendo i giovani e i responsabili politici a livello locale, nazionale ed europeo.

Per il 2022

Il bilancio 2022 è pari a quasi 3,9 miliardi di euro facendo sì che Erasmus+ continui a offrire opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale nonché a progetti di cooperazione transfrontaliera in diversi ambiti dell’istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport. Negli inviti pubblicati dalla Commissione europea ci sono delle novità.
Nuovi progetti su vasta scala sosterranno un’istruzione digitale inclusiva e di elevata qualità e l’adeguamento dei sistemi di istruzione e formazione alla transizione verde. Tali progetti ambiziosi, che potranno contare su un bilancio cospicuo e avranno una durata di almeno 3 anni, mirano a coinvolgere una combinazione di organizzazioni pubbliche e private. L’obiettivo generale è di ottenere risultati innovativi in grado di incidere sull’istruzione a livello europeo.
Più scambi con i Paesi terzi. Grazie ai finanziamenti provenienti dagli strumenti esterni dell’Ue, i Paesi terzi avranno la possibilità di partecipare a progetti e scambi mirati, in particolare nei settori dell’istruzione e formazione professionale e dello sport.
Iniziativa DiscoverEU più inclusiva. DiscoverEU offre ai diciottenni la possibilità di viaggiare in Europa. Ogni anno si svolgono 2 tornate di candidature per la distribuzione di pass di viaggio gratuiti. A partire dal 2022 saranno dedicate tornate specifiche alle organizzazioni per facilitare la partecipazione a DiscoverEU di ancora più giovani con minori opportunità, i quali beneficeranno di sostegno e finanziamenti più mirati.
Avvicinare l’Ue alle scuole, per la conoscenza degli obiettivi e del funzionamento dell’Unione europea, considerata una parte importante della promozione della cittadinanza attiva e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione.

Finanziamento dei progetti di cooperazione semplificato: Erasmus+ introduce la possibilità per i beneficiari in partenariati di cooperazione di chiedere un importo forfettario per l’attuazione dei loro progetti. In tal modo si riduce notevolmente l’onere amministrativo associato alla presentazione della domanda, alla gestione del progetto e ai compiti di rendicontazione.
Qualsiasi organismo pubblico o privato attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport può presentare domanda di finanziamento, avvalendosi dell’aiuto delle agenzie nazionali Erasmus+ che sono presenti in tutti gli Stati membri dell’Ue e nei Paesi terzi associati al programma e dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura.

Sources:

 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_21_1326

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/fr/SPEECH_22_644

https://erasmus-plus.ec.europa.eu/it/cose-erasmus/cose-erasmus

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31987D0327&from=FRhttps://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31987D0327&from=FR

Sources for the picture: https://www.consilium.europa.eu/fr/policies/erasmus-plus-programme/

Giulia Torbidoni – TIA