PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANI

PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANI: cosa sta facendo l’Europa ?

Excursus su cause, prevenzione, azioni principali messe in atto dall’Unione Europea

(Articolo tratto dal sito Open Minds – link: https://openminds-project.eu/it/materials/)

 

Il periodo adolescenziale è senza dubbio il momento in cui un giovane ha la necessità esistenziale di definire la sua identità, tanto da essere molto più esposto e quindi estremamente più fragile.

PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANI

Questa fase della vita diventa ancora più delicata per coloro che si sentono tagliati fuori dalla società, vuoi per le loro origini etniche, vuoi per l’estrazione sociale, per l’orientamento sessuale o per aspetti relativi alle difficoltà relazionali.

Il progredire di questa condizione, senza che il contesto sociale riesca a fornire risposte per fermarne il processo, fa sì che tali individui, sentendosi esclusi socialmente, finiscano conseguentemente a manifestare le proprie frustrazioni in estremismi violenti sentendosi autolegittimati nel poter scaricare la propria rabbia/aggressività sugli stessi da cui si sentono rifiutati, non di rado entrando a far parte di organizzazioni eversive (es. terrorismo).

Per favorire una comprensione più approfondita dei processi psicologici che non solo, ma particolarmente in ambito giovanile, conducono a tutto questo, si rende necessario conoscerne le cause.

Gli studiosi non sono concordi nel definire il concetto di radicalizzazione che sfocia nell’estremismo violento. In linea di massima si riferisce al processo, di breve o lungo termine, di adesione progressiva a un’ideologia estremista al punto di legittimare o perpetrare atti violenti.

E’ opinione comune, inoltre, che non esiste una sola causa che conduce all’estremismo violento.

Nelle ultime decadi si sono sviluppati innumerevoli modelli per definirli. Tra i più riconosciuti vi sono quelli di R. Borum (modello a 4 stadi), di F. M. Moghaddam (modello scalare) e negli ultimi anni quello proposto da uno studio commissionato dall’Unione Europea (RAN-Radicalisation Awareness Network).

Il primo prevede 4 step successivi:

  1. lamentela del contesto in cui si vive;PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANI
  2. ingiustizia (es. discriminazione) che viene indirizzata verso fattori esterni (da un gruppo di individui alla società in ambito generale);
  3. attribuzione, ci si polarizza verso un nemico;
  4. distanziamento/svalutazione, quindi il disprezzo, la demonizzazione e la disumanizzazione del responsabile. Questa è la fase terminale nella quale alcuni individui possono commettere atti violenti.

Il secondo invece consta di 6 “gradini” psicologici:

  1. Piano terra: Interpretazione psicologica delle condizioni materiali;
  2. Primo piano: Percezione di un trattamento ingiusto e come combatterlo;
  3. Secondo piano: Passaggio all’aggressività;
  4. Terzo piano: Coinvolgimento morale;
  5. Quarto piano: Consolidamento del pensiero settario e organizzazioni terroristiche percepite come legittime;
  6. Quinto piano: L’atto Terroristico e l’indifferenza tout-court ai meccanismi inibitori.

Quello della Commissione, il RAN (Radicalisation Awareness Network), fa riferimento ad un “caleidoscopio di fattori”, per dirla con Magnus Ranstorp, in cui da una serie di fattori principali ne dipartono altri che, interagendo tra loro, creano infinite combinazioni individuali.

Di seguito i fattori base:

  • socio-psicologici individuali;
  • sociali;
  • politici;
  • dimensioni religiose e ideologiche;
  • ruolo degli aspetti culturali e identitari;
  • traumi e altri meccanismi di attivazione

e quelli che portano alla radicalizzazione:

  • dinamiche di gruppo;
  • radicalizzatori e figure di riferimento
  • ruolo dei social media.

Una volta identificate le cause, è doveroso attuare adeguate contromisure attraverso l’adozione di politiche di lungo termine di prevenzione.

Tra i fattori di protezione possibili è necessario concentrarsi su una serie di punti, quali:

  • per gli aspetti politici, dedicarsi alla cittadinanza attiva;
  • per le ideologie, la promozione di una sensibilità culturale tesa alla comprensione e alla accettazione delle diversità;
  • per le crisi di identità, incentivare la partecipazione individuale;
  • per la difesa dagli estremismi, creare le condizioni, per quanto possibile, di un ambiente familiare incoraggiante;
  • sulle influenze relative alle amicizie, migliorare l’autostima, l’autonomia di pensiero, il tutto teso ad un miglioramento della sfera socio emotiva;
  • per quanto concerne la percezione di esclusione, sulla gestione delle relazioni sociali.

PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANIAllo scopo di ottenere il risultato sperato è necessario che i giovani vengano accompagnati con efficacia nel meccanismo di inclusione. Alcuni elementi da non trascurare sono di seguito riassunti:

  • conoscere il mondo dei giovani;
  • incoraggiare chi partecipa ad esprimere le proprie opinioni e a condividere le proprie esperienze senza che vengano giudicate irrilevanti;
  • creare una cultura del rispetto reciproco e un‘atmosfera in cui i partecipanti si sentano al sicuro di esprimere il proprio punto di vista;
  • rivolgere domande aperte incoraggiando i partecipanti a discutere ed analizzare criticamente gli argomenti condivisi. Nel momento in cui le incertezze vengono tematizzate ed affrontate, si crea un legame con la vita quotidiana di ogni singolo individuo;
  • l’impegno di gruppo funziona se viene affrontato con serietà e se l’individuo può partecipare attivamente;
  • evitare di seguire rigidamente i programmi, ma piuttosto tenere conto anche degli interessi del gruppo;
  • la prevenzione richiede tempo e continuità, non soluzioni rapide, ma costanza e pazienza.

Numerosissime sono le iniziative di prevenzione messe in campo per fronteggiare un annoso e delicato problema sociale come questo, tanto che si susseguono senza soluzione di continuità politiche di inclusione sociale a livello locale, regionale, nazionale, continentale e trans-nazionale.

Notevole è lo sforzo messo in campo sin dagli inizi degli anni 2000 dall’Unione Europea, che prosegue con sempre maggior forza e determinazione.

Per prevenire la radicalizzazione, il 29 aprile 2021 ha adottato un regolamento Europeo dedicato al contrasto della diffusione di contenuti terroristici online che verrà applicato a partire dal 7 giugno 2022 e relativo a contenuti quali testi, immagini, registrazioni audio o video, comprese le trasmissioni in diretta, che incitano o contribuiscono ad atti terroristici o vi contribuiscono o forniscono istruzioni su come commettere reati oppure che istigano a partecipare a gruppi terroristici.

Inoltre, dal 2015 ha istituto:PREVENZIONE DEGLI ESTREMISMI VIOLENTI NEI GIOVANI

  • attraverso Europol un gruppo di lavoro specifico per contrastare la propaganda terroristica su internet. L’unità UE addetta alle segnalazioni su internet (EU IRU), incaricata di individuare e indagare i contenuti online di carattere terroristico e di estremismo violento e di sostenere gli Stati membri su questo tema;
  • La già menzionata RAN, istituita nel 2016, che consta di una rete di 6000 operatori provenienti da tutta Europa (insegnanti, agenti di polizia, polizia penitenziaria), e che ha, fra le altre cose, l’obiettivo nella comprensione dei motivi per cui alcune persone sono più vulnerabili alla radicalizzazione e delle azioni che possono essere intraprese per proteggerle;
  • Il forum dell’UE su Internet, che riunisce i paesi dell’UE, le piattaforme online, Europol, il mondo accademico e i partner internazionali, con l’obiettivo di scambiarsi informazioni sull’evoluzione online dei temi menzionati.

Carlo Caloisi

 

FONTI ED APPROFONDIMENTI

  1. M. Moghaddam (2005) – The Staircase to Terrorism – A Psychological Exploration: http://fathalimoghaddam.com/wp-content/uploads/2013/10/1256627851.pdf ;
  2. Borum (2011) – Radicalization into Violent Extremism I: A Review of Social Science Theories: https://pdfs.semanticscholar.org/59dd/42eeeef9ef735476ee8f5c4e845a08b70312.pdf?_ga=2.101768520.899049361.1663830384-1806202824.1663830384 ;
  3. Borum (2011) – Radicalization into Violent Extremism II: A Review of Conceptual Models and Empirical Research: https://opev.org/wp-content/uploads/2019/10/BORUM-Randy.-Radicalization-into-Violent-Extremism-II_-A-Review-of-Conceptual-1.pdf  ;
  4. Rhizome against Polarisation (RaP) (2019) – Prevenzione della violenza; promozione della concorrenza sviluppo sociale ed emotivo dei giovani: https://www.suedwind.at/fileadmin/user_upload/suedwind/Handbuch_16012020_ORIGINAL_IT.pdf ;
  5. Practice EU (2019) – Programma di prevenzione della radicalizzazione: https://practice-school.eu/media/IT_F_PRACTICE_RadicalisationProgram.pdf ;
  6. Documento tematico RAN (Radicalisation Awareness Network) – Le cause profonde dell’estremismo violento: https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files/2019-01/issue_paper_root-causes_jan2016_it.pdf ;
  7. RAN (Radicalisation Awareness Network) Policy Paper – Developing a local prevent framework and guiding principles, 2016: https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files/2020-09/policy_paper_developing_local_prevent_framework_guiding_112016_en.pdf  ;
  8. RAN – Developing a local prevent framework and guiding principles – Part 2 – 2018: https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files_en?file=2019-02/policy_paper_developing_local_prevent_framework_guiding_principles_part2_112018_en.pdf ;
  9. RAN factbook – Islamist extremism, 2019: https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files/2020-01/ran_factbook_islamist_extremism_december_2019_en.pdf ;
  10. Unione Europea – Statistiche sulla migrazione verso l’Europa: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/promoting-our-european-way-life/statistics-migration-europe_it ;
  11. Misure dell’UE per prevenire la radicalizzazione: https://www.consilium.europa.eu/it/policies/fight-against-terrorism/preventing-radicalisation/
  12. Regolamento UE 784/2021 del 29/04/21 – Lotta al terrorismo — diffusione di contenuti terroristici online: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM:4528583 ;
  13. Eurostat (2020) – Migrant integration statistics: https://ec.europa.eu/eurostat/documents/3217494/12278353/KS-06-20-184-EN-N.pdf/337ecde0-665e-7162-ee96-be56b6e1186e?t=1611320765858 ;
  14. Vidino (2014) – Il jihadismo autoctono in Italia: nascita, sviluppo e dinamiche di radicalizzazione – Ed. ISPI: https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/il_jihadismo_autoctono_in_italia.pdf ;
  15. Le città globali e la sfida dell’integrazione- Ed. ISPI (2018): https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/cittaglobali_def_web_2.pdf ;
  16. Renström et alii (2020) – Exploring a pathway to radicalization: The effects of social exclusion and rejection sensitivity: https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/1368430220917215 ;
  17. Pfundmair et alii (2022) – How social exclusion makes radicalism flourish: A review of empirical evidence: https://spssi.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/josi.12520?campaign=wolearlyview
  18. L’integrazione economica dei migranti in Italia: https://www.openpolis.it/lintegrazione-economica-dei-migranti-in-italia/ ;
  19. ISTAT (2018)– Vita e percorsi di integrazione degli immigrati in Italia: https://www.istat.it/it/archivio/230556   

 

VIDEO

  1. Welcome Programme – educational and social Inclusion in the EU: https://www.youtube.com/watch?v=8ROKeKGb–0&ab_channel=DGMigrationandHomeAffairs ;
  2. From Social Exclusion to Social Inclusion: Femke Hofstee van de Meulen at TEDxBreda: https://www.youtube.com/watch?v=yIeYgk0qIDA&ab_channel=TEDxTalks

 

IMMAGINI (in ordine sequenziale)

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