Una settimana di Design Digital Thinking a Barcellona.

 

La progettazione dei percorsi di apprendimento costituisce un elemento centrale nello scenario culturale contemporaneo. Non soltanto nelle sedi in cui essa avviene in maniera privilegiata (scuola, enti di formazione, istituzioni culturali), ma in tutti i percorsi di acquisizione della conoscenza. La varietà delle risorse informative disponibili; la diversificazione degli ambienti (anche online) e delle possibilità di accesso alle risorse richiede alle persone e alle istituzioni educative e non, interessate ai progetti ERASMUS PLUS, di creare piste metodologiche ed euristiche in grado di orientare e facilitare tali processi. C’è una richiesta di competenze da parte del mondo del lavoro che include saperi, abilità e qualità caratteriali come la tenacia, la curiosità, lo spirito di iniziativa. Tra le abilità fondamentali ci sono quelle legate alla sfera del linguaggio della progettazione, alla conoscenza dei principi scientifici, alle ICT, agli aspetti finanziari e culturali in senso ampio. Mentre tra le competenze si ritrova il pensiero critico e il problem solving, la creatività, l’abilità comunicativa e quella collaborativa. Alle organizzazioni e i loro staff, sempre di più, viene richiesto di diventare progettisti e attivi creatori dei percorsi didattici per studenti giovani e adulti, inclusi i materiali e le forme di interazione con altri stakeholder. Si richiede dunque un’intelligenza progettuale da interessare le azioni quotidiane più diverse e che si potrebbe esercitare nei contesti di apprendimento formali e informali. La progettazione di materiali e prodotti centrati sull’utente è un processo sempre più consolidato, sempre di più la stessa progettazione di tali elementi si sposta dall’industria ai contesti d’uso, secondo la triade industria, team di sviluppo, ricerca. In questo modo si ha per un verso un processo di progettazione e sviluppo sempre più interessato ai reali bisogni dei destinatari; per l’altro tali processi presuppongono una relazione e collaborazione sempre più stretta tra figure e professionalità differenti.

A Barcellona dal 20 al 25 Marzo, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci sui processi design-based come elemento strategico per la ricerca educativa; quando la progettazione avviene in contesti reali, attraverso team di progettazione compositi, in forma iterativa e orientata alla dinamicità del processo. In particolare, la cornice del design thinking, utilizzato come supporto metodologico per i processi di sviluppo partecipativo. Il design-thinking , adottato nell’ambito della progettazione in campo ingegneristico, nell’ideazione di nuovi prodotti per il mercato, nel design inteso in senso stretto e successivamente traslato anche nel settore educativo, rappresenta un framework in grado di valorizzare una competenza trasversale: la capacità di ideare e co-progettare soluzioni innovative e personalizzate coinvolgendo i destinatari o users come vengono definiti.

Al termine del percorso, ci portiamo a casa, l’esperienza sull’utilizzo del Design thinking, per la creazione di proposte condivise, aperte, realmente innovative. E perché realmente possano essere messo in atto, i processi di Design thinking hanno bisogno della condivisione, della collaborazione tra attori provenienti da diversi contesti e con ruoli eterogenei e, soprattutto, della capacità di ascolto e della pazienza di dare il tempo fisiologici che tutti i percorsi partecipativi di co-creazione necessitano.

Ana Maria Solis